Un altro giorno di controlli nel Fiume Sarno.

Il crescente impegno da parte dell’Ente Parco e del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno nell’attività di tutela ambientale, trova ogni giorno sempre maggiori difficoltà ed ostacoli.

Basti pensare a quanto accertato in una mattinata per meglio comprendere lo stato di degrado ed abbandono in cui versa il fiume Sarno e fare poi alcune valutazioni.

Il personale dell’Ente Parco e della Polizia Idraulica del Consorzio di Bonifica in poche centinaia di metri ha accertato in più punti l’abbandono incontrollato di rifiuti vegetali provenienti da attività agricola riconducibile ai frontisti, ovvero piccoli proprietari terrieri che, nonostante vi sia un servizio di raccolta urbano, ritengono più semplice e comodo smaltire illecitamente i rifiuti vegetali sulle sponde del fiume Sarno ed in questo caso del Rio Palazzo per poi darle alle fiamme e distruggere i canneti che in genere dovrebbero caratterizzare la vegetazione spondale di un fiume.

Tuttavia questa illecita modalità di smaltimento al fine di perseguire meglio il proprio obiettivo, ovvero l’incenerimento, deve essere alimentata, ed ecco che i solerti agricoltori, pongono tra la vegetazione platò in polistirolo, plastica, materiali cartacei e legnosi e se si è privi di questi “coadiuvanti” alcuni ricorrono a scarpe dismesse, barattoli di fitofarmaci, quindi rifiuti speciali pericolosi altamente dannosi per l’ambiente e per l’uomo ma, vi abbandonano anche frigoriferi, bottiglie di plastica e tutto ciò che si ritiene inutile.

Tutto materiale che in parte raggiungerà le acque del fiume e spesso la foce e parte, sotto forma di residui della combustione, polveri e fumi, ricadrà sui vicini terreni per poi infiltrarsi nei terreni e nella falda. Una situazione che aggrava ulteriormente lo stato del fiume Sarno poiché già aggredito dagli scarichi industriali provenienti dalla zona a monte.

Tuttavia, oltre a questa numerosa serie di illecite condotte, alcuni utilizzatori dei fondi agricoli al fine di poter meglio accedere ai loro terreni o creare piccole aree di sosta, decidono di allargare le strade di accesso apportando altre tipologie di rifiuti che vengono abbandonati sugli argini, come ad esempio inerti di origine edilizia, barattoli di vernice, guaine bitumose etc.

Una situazione disarmante, che sembra interessare a pochi e che altri strumentalizzano per i propri interessi, condannando uno dei territori più ricchi della Campania ad un destino infelice.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi quali tipologie di rifiuti vengono illecitamente smaltiti lungo gli argini e nelle acque del fiume Sarno, la loro pericolosità, le loro quantità, se mai sia stato attivato un controllo presso queste aziende per accertare se i loro titolari siano abilitati all’acquisto dei prodotti fitosanitari e di come questi vengano smaltiti….sarebbe poi interessante valutare quanto gli scarichi fognari ed industriali influiscano con il loro costante apporto di azotato e fosforo sul fenomeno della crescita della vegetazione.